Trinitapoli, emergenza sicurezza. Di Feo: «Dov’è lo Stato? A Roma dovranno ascoltarci»

TRINITAPOLI - “Non staremo a guardare mentre la nostra città diventa terra di nessuno”. Il sindaco Francesco di Feo annuncia battaglia in vista del vertice in Prefettura, domani, quando si troverà per l’ennesima volta a trattare l’emergenza sicurezza con le istituzioni preposte.

Proprio qualche giorno fa, il 12 maggio, in concomitanza con la commemorazione di Giovanni Falcone all’auditorium dell’Assunta, a 25 anni dalla strage di via Capaci, Trinitapoli viveva una delle pagine più oscure della propria storia: un sequestro a scopo di rapina, che ha lasciato la città sgomenta.

“Siamo pronti ad andare a Roma a manifestare in ogni modo - fa sapere di Feo - stanchi ormai della improduttività dei vari tavoli tecnici e di servizio che si concludono solo con rassicurazioni estemporanee. Non sono episodi sporadici! Chiediamo un presidio di Polizia di Stato a Trinitapoli e simo pronti a concordarne la sede col Ministero dell’Interno. La sera, dopo le 20, la caserma dei Carabinieri chiude e la città diventa terra di nessuno. Chiediamo l’intervento e la presenza dello Stato, 24 ore su 24”.

Trinitapoli negli ultimi mesi ha registrato una recrudescenza di fenomeni di micro criminalità, furti d’auto e in appartamento, che stanno trasformando il centro ofantino in una cittadina ad alto rischio.

Il sindaco resta sbigottito ed attonito, anche al cospetto dell’indifferenza dei media. Del sequestro si sono limitati a parlare i soli giornali locali. Niente oltre. “La gente deve sapere che siamo stati abbandonati da tutti, ma ora basta!”, tuona di Feo. “La nostra gente - continua - ha paura. Dov’è lo Stato? Le forze dell’ordine sono abbandonate a loro stesse, disarticolate e disorganizzate a causa della penuria di risorse e di uomini e sono rese impotenti da un sistema legislativo che non consente di assicurare alle patrie galere i delinquenti in modo tale da costituire un deterrente serio all’atto delinquenziale”.

La posizione netta di di Feo non è nuova, dopo che in prima persona aveva subito l’incendio dell’abitazione e di una vettura, a titolo intimidatorio. “Non ci sto - dice il primo cittadino - alla rassegnazione e all’arrendevolezza; non posso accettare quanto è emerso all’indomani del Consiglio intercomunale tra Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia. Nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza è stato spiegato ai sindaci che questa è la realtà e bisogna conviverci. Che occorrerebbe più prevenzione da parte delle amministrazioni e che le forze dell’ordine a disposizione dei nostri Comuni sono più che sufficienti. Un’assurdità rispetto a quanto sta succedendo negli ultimi mesi”.

Ora non è più tempo di parole. Trinitapoli aspetta interventi concreti: “Sono stanco di sentirmi abbandonato dallo Stato - ribadisce il primo cittadino casalino - e che il governo tra primarie, leggi elettorali e quant’altro, ha perso il suo vero obiettivo: la crisi economica è ad un punto tale che la delinquenza sta diventato l’unica via d’uscita per troppi. E la brava gente non vive più. Non possiamo permetterlo. Andremo a Roma e dovranno ascoltarci”.

Comunicato Stampa