Salina, futuro a rischio. Lodispoto: «Silenzio e indifferenza di fronte a questo scempio»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Intervengo come privato cittadino di Margherita di Savoia per manifestare la mia seria preoccupazione per il futuro della Salina e per stigmatizzare il silenzio e l’indifferenza generale in cui si sta sviluppando il dramma dei tanti dipendenti che vedono a rischio il posto di lavoro.

Nel leggere le dichiarazioni rese a mezzo stampa dal Sindaco di Margherita di Savoia avevo erroneamente pensato che lo stesso Paolo Marrano avesse preso parte allo sciopero generale dei lavoratori della Salina di metà aprile o che, quanto meno, si fosse reso conto dello striscione esposto davanti alla direzione della Salina per rivendicare le ragioni della protesta: un lenzuolo che, purtroppo, non era stato messo lì per un matrimonio ma, ahinoi, per un rito funebre sin da troppo tempo annunciato.

In realtà l’assenza del sindaco alla manifestazione di protesta, così come la sua mancata conoscenza di quanto stava accadendo in quei giorni, è una conferma di quella che è la sua personale visione del futuro della Salina di Margherita: nelle sue dichiarazioni apparse sulla stampa, infatti, non parla né delle prospettive per l’Atisale, né di salvaguardia dei livelli occupazionali, né di rilancio del piano industriale ma bensì di Porto Canale, Zona Umida, richieste di acque e fanghi, acquacoltura ed itticoltura. Gli stessi argomenti, tanto per rinfrescare la memoria a qualcuno, di cui si parla nella delibera di Giunta Comunale n. 23 del 15 febbraio 2017 in cui si stabilisce un protocollo di intesa tra Atisale e Comune di Margherita di Savoia in cui si parla di attività collaterali ma non si entra minimamente nel merito delle questioni più importanti come la produttività degli impianti, il piano industriale di sviluppo e la tutela dei posti di lavoro.

Tutto questo fa parte di un programma ben preciso, che ignora con disarmante disinvoltura il destino dei lavoratori della Salina. È bene ricordare, sempre per fare un po’ di memoria storica, che il protocollo di intesa dello scorso febbraio tra Comune ed Atisale fa riferimento all’accordo di programma “Acqua Salute e Cultura” con la Regione Puglia tra Margherita di Savoia e la Research Stabile Società Consortile a r.l. recepita con delibera di Giunta Comunale n. 103 dell’8 giugno 2016.

È bene altresì ricordare le parole del Sindaco Paolo Marrano in occasione dell’incontro sulla Salina svoltosi nel 2015 presso l’Auditorium del Liceo e in occasione della seduta di consiglio comunale del 22 aprile 2015, convocata dalle minoranze proprio per discutere delle problematiche connesse alla Salina di Margherita di Savoia: in tali circostanze il sindaco rivelò di avere una strategia, precisando che però in quel momento “non poteva rivelare tutto” e concludendo con un perentorio “dovete fidarvi di me!”.

Era questa la strategia? Svuotare la Salina della sua funzione principale per renderla semplicemente lo sfondo per la realizzazione di altre attività?

In occasione della seduta di Consiglio Comunale del 22.4.2015 il sindaco votò contro l’istituzione di un Osservatorio Permanente sulla vertenza Atisale e le tematiche ad essa collegate: anziché un osservatorio di tipo pubblico istituzionale, ha preferito crearsi un punto di osservazione privato da cui assistere agli sviluppi della vicenda.

In tutto questo è oltremodo strano che le organizzazioni sindacali continuino a tacere di fronte ad un simile atteggiamento. Così come è strano che tacciano a fronte di una gestione societaria che ha perso importanti quote di mercato scendendo da 500mila tonnellate di prodotto a 300/350mila: frutto di errate valutazioni commerciali o di un piano strategico a noi non noto?

Ed ancora: perché ad oggi vi sono alcune lavorazioni che vengono effettuate al di fuori della Salina di Margherita di Savoia e vengono affidate a terzi? Come si può pensare di salvaguardare i livelli occupazioni se si consentono simili operazioni nel massimo silenzio? Che fine hanno fatto le norme previste dai verbali di accordo sottoscritti dal 2012 ad oggi, in particolare sul piano di rilancio industriale della nostra Salina?

Il timore diffuso è che nell’incontro in programma il prossimo 10 maggio a Foggia presso la sede di Confindustria possano essere avviate le procedure per il licenziamento, consumando l’ennesimo oltraggio in danno dei lavoratori della Salina. La cosa che più fa rabbia, in tutto questo, è che nessuno sembra voler reagire di fronte a questo scempio che viene perpetrato sul piano occupazionale, sociale ed economico.

Qualche tempo fa l’amministrazione comunale votò a favore della realizzazione di un Casinò in città, ma forse hanno solo dimenticato di togliere l’accento: perché è questa la reale situazione in cui versa Margherita di Savoia.»

Avv. BERNARDO LODISPOTO

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