Sole & Natura

Crisi nel mercato della cipolla, perché il marchio IGP è necessario

MARGHERITA DI SAVOIA - Negli ultimi giorni si è venuta a creare, con ogni probabilità anche a causa dell’emergenza legata alle misure del contenimento del virus Covid-19, una contrazione nel mercato dei prodotti ortofrutticoli che sta colpendo da vicino i produttori della cipolla bianca di Margherita IGP. A tal riguardo è intervenuto l’assessore alle politiche agricole del Comune di Margherita di Savoia, Salvatore Piazzolla, per fare chiarezza sull’argomento.

«Voglio precisare - dichiara l’assessore Piazzolla - che in coincidenza con le prime settimane del lockdown la filiera produttiva non ha incontrato particolari difficoltà e non ha mai smesso di lavorare. Nell’ultima settimana invece la percentuale di prodotto venduto è scesa ai minimi, complice la minore richiesta da parte degli operatori della ristorazione, ed i magazzini si sono riempiti di merce rimasta invenduta: questo, logicamente, è un problema che si riflette sui prezzi essendo crollata la domanda. Quanti lavorano nel settore della trasformazione del prodotto non possono infatti ritirare la merce con un prezzo stabilito, ma è pur vero che in questo contesto scendere di prezzo non servirebbe a niente: se si vuole riattivare il processo produttivo un prezzo va comunque fatto. Il rallentamento delle vendite dei prodotti ortofrutticoli peraltro è un problema che colpisce non solo le realtà produttive di Margherita di Savoia ma che si sta manifestando su scala nazionale».

L’assessore Piazzolla spiega inoltre perché, in questo momento di difficoltà, il marchio IGP per la cipolla bianca di Margherita è una forma di tutela particolarmente importante per i nostri produttori: «L’appartenenza ad una filiera produttiva riconosciuta dal marchio IGP ha i suoi costi e quindi rende controproducente abbassare i prezzi oltre un certo limite ma voglio far notare che i produttori di zone a noi molto vicine, che non hanno aderito al marchio IGP e quindi hanno potuto più agevolmente scendere di prezzo, si trovano anch’essi con i magazzini pieni di merce invenduta. Sono convinto che nell’ottica del medio-lungo periodo l’appartenenza ad un marchio IGP risulterà un elemento vincente soprattutto attraverso il canale della grande distribuzione, che punta su prodotti di qualità: il marchio IGP è una forma di tutela per il nostro prodotto, senza di esso la merce giacente in magazzino sarebbe stata da buttare. In questo modo invece c’è la possibilità di trovare mercati pronti ad accogliere la cipolla bianca di Margherita IGP. Il nostro auspicio è che con l’inizio della fase 2 e la ripresa delle attività nel settore della ristorazione la richiesta possa finalmente risalire: da questo punto di vista ci sono già i primi segnali positivi che spero possano trovare conferme in tempi rapidi. Il marchio IGP, che la cipolla bianca di Margherita ha ricevuto dopo un iter lungo quindici anni, è fondamentale per valorizzare il nostro prodotto ma serve unità di intenti da parte di tutti, produttori e trasformatori».

Il sindaco di Margherita di Savoia, avv. Bernardo Lodispoto, conclude così: «Vigileremo perché siano evitate speculazioni sul mercato dei prodotti ortofrutticoli ed affinché i nostri produttori possano ricavare un giusto guadagno dal loro duro lavoro: la cipolla bianca di Margherita è un prodotto di altissima qualità ed il marchio IGP che lo contraddistingue ne favorisce la commercializzazione e sarà d’aiuto per superare l’attuale fase di impasse».

DALLA RESIDENZA MUNICIPALE

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