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Permuta per il trasferimento di aree dal Demanio, Centrodestra Margherita: «Trasferiti erroneamente alcuni fabbricati»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Assessore al patrimonio, consiglieri della maggioranza, con la delibera del Consiglio comunale n.27 del 17.6.2019 “Atto di transazione e trasferimento in proprietà di aree e fabbricati del Demanio dello Stato e del Comune di Margherita di Savoia. Approvazione schema atto di transazione”, approvata con n.9 voti favorevoli dei consiglieri maggioranza e n.4 consiglieri astenuti, di cui tre senza una valida motivazione (sindaco Lodispoto, assessore Galiotta e presidente del Consiglio, Giuseppe Napoletano), il quarto voto della consigliera di minoranza Elena Muoio, la quale ha ampiamente chiarito e precisato i motivi del suo voto di astensione.

Avete approvato l’atto di permuta per il trasferimento delle aree dal Demanio dello Stato in favore del Comune di Margherita di Savoia e trasferito l’immobile adibito ad ufficio locale marittimo dal Comune al Demanio dello Stato e per i motivi nella stessa indicati.

Da un raffronto dell’art.3 ove sono riportati, gli immobili (appezzamenti di terreni) da trasferire in favore al Comune di Margherita di Savoia, nello schema di contratto allegato alla su citata deliberazione e l’atto definitivo di permuta rogato del segretario comunale d.ssa Rosa D’Altiero in data 3 luglio 2019, n.1723 del Repertorio, registrato a Barletta il 18 luglio 2019 e trascritto a Foggia il 22.7.2019, è emerso che nel detto atto definitivo di permuta sono compresi anche il trasferimento di porzioni di fabbricati in favore del Comune e non compresi nello schema di contratto allegato alla su citata deliberazione, fabbricati antecedentemente intestata quali proprietari e/o aventi diritto superficiari risultanti nelle certificazioni catastali di seguito indicate:

1) foglio 14, particella 207, via San Ruggero Vescovo n.11 piano T-1, categoria A/7 (tabella catastale abitazione in villini), classe 1, superficie catastale mq.215, totale escluse aree scoperte mq.203 e con rendita catastale di euro 955,45; proprietaria superficiale del fabbricato, dal 2 ottobre 2000, la “Parrocchia Maria Beata Vergine Ausiliatrice”, il cui terreno per la costruzione dell’immobile le pervenne con Decreto dell’Arcivescovo della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, in data 15 marzo 1989, alla Diocesi il diritto superficiario sul terreno le fu trasferito da parte del Comune di Margherita di Savoia con atto convenzionale; proprietaria dell’area Comune di Margherita di Savoia;

2) foglio 16, particella 1014, Corso Luigi Vanvitelli snc, piano T, categoria D/1 (tabella catastale opifici), rendita catastale euro 325,00; proprietà superficiaria per il fabbricato: E-Distribuzione Spa con sede in Roma, con costituzione del 3 agosto 2017, protocollo n.FG0132027, proprietario dell’area Demanio dello Stato con sede in Roma;

3) foglio 16, particella 838, Piazza Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa sn, piano T, categoria C/1 (tabella catastale negozi e botteghe), classe 4, consistenza 68 mq., superficie catastale mq.74 e con rendita catastale di euro 1.478,51; proprietario per il fabbricato dal 5 giugno 2003, Russo Giovanni, proprietario del terreno Demanio dello Stato dei Monopoli di Stato.

All’art.17 del sopra citato contratto così dispone: “il presente atto costituisce titolo giuridico per il trasferimento dei 9 beni di cui all’art.3, 4 e 5 omissis”.

Si chiede che:

a) il trasferimento erroneo di tali fabbricati comporta il mancato pagamento dell’IMU, TARSU, ecc., da parte degli ex intestatari, in quanto gli immobili erroneamente fanno capo al Comune; quindi mancato incasso per il Comune, in quanto il trasferimento deve riguardare l’area e non ciò che insiste sull’area (nel caso fabbricati).

Se viene riconosciuto l’errore, chi paga le spese per la eventuale retrocessione degli immobili in diritto superficiario e/o costituzione del diritto superficiario in favore dei titolari-intestatari?

b) tra l’altro, nell’atto di permuta non sono riportati gli estremi delle concessioni edilizie e/o permessi a costruire o riferimenti a D.I.A., S.C.I.A. o C.I.L.A., l’art.6 riporta solo la dichiarazione del fabbricato ceduto già di proprietà del Comune, obbligatori a norma di legge ed infatti l’art.46 del DPR 6.6.2001, n.380, così dispone: “ Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica, sia in forma privata, aventi per oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento di comunione di diritti reali omissis la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, sono nulli e non possono essere stipulati ove da essi non risultino, per dichiarazione dell’alienante, gli estremi del permesso di costruire ecc.”; nel caso in cui le costruzioni sono avvenute in data anteriore al 1° settembre 1967, trova applicazione l’art.40, secondo comma, della legge 28.2.1985 n.47, che così recita: “2. Gli atti tra vivi omissis sono nulli e non possono essere rogati se da essi non risultano, per dichiarazione dell’alienante, gli estremi della licenza o della concessione ad edificare omissis. Per le opere iniziate anteriormente al 1° settembre 1967, in luogo degli estremi della licenza edilizia può essere prodotto dichiarazione sostitutiva di atto notorio omissis attestante che l'opera risulti iniziata in data anteriore al 1° settembre 1967. Tale dichiarazione può essere ricevuta e inserita nello stesso atto omissis”. In merito le Sezioni Riunite della Cassazione, con sentenza n.8230 del 22.3.2019, ha chiarimento che in merito trova la nullità “formale” e non “sostanziale, per cui con successivo atto integrativo può essere sanata la illegittimità delle concessioni, salvo che gli immobili in oggetto non siano abusivi e trova la nullità “sostanziale” dell’atto.

Di seguito, in riferimento ai suddetti fabbricati, manca la dichiarazione di cui all’art.29 comma 1 bis della Legge 27 febbraio 1985 n.52, introdotto dall’art.19 comma 14 del Decreto Legge 31 maggio 2010 n.78, convertito in Legge n.122 del 30.7.2010, nonché, l’allegazione delle piantine catastali, oltre alla dichiarazione che le intestazioni catastali delle unità immobiliari urbane in oggetto sono conformi alle risultanze dei registri immobiliari, ciò non può essere dichiarato stante la mancata continuità delle trascrizioni di cui agli artt.2648 e 2650 del codice civile oltre alla mancata allegazione delle piantine, che dispone: “1.bis Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento omissis di diritti reali su fabbricati omissis devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre alla identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie deposita in catasto con la dichiarazione di conformità omissis il notaio (nel caso il segretario comunale) individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultante dei registri immobiliari”.

c) nel sopra citato atto di permuta non sono allegati e riportati gli estremi delle certificazioni A.P.E. (attestazione prestazione energetica), ai sensi dell’art.15 comma 1 D.L.vo 192/2005, come modificato dall’art.12 del D.L.63/2013, con la dichiarazione di validità degli stessi e di aver informato la parte acquirente.

La mancata allegazione della detta certificazione e la mancata dichiarazione comporta una sanzione da euro 3.000,00 ad euro 18.000,00, il cui compito di vigilare e di erogare le sanzioni spetta alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate, che possono effettuare il controllo all’atto della registrazione del contratto, ai sensi degli artt.13 e 17 della legge 24.11.1981, n.689.

Eventualmente viene emessa la sanzione, a chi farà carico l’eventuale danno? L’atto sottoscritto è valido?

d) gli immobili sopra indicati a cura e spese di chi sono stati realizzati?

e) come mai queste integrazioni sostanziali? Da dove si evince? Normalmente si portano correzioni di natura formale e non integrazioni sostanziali dallo schema di atto approvato.

La gente si chiede se il sindaco c’è. Purtroppo, c’è e fa danni.

Nessun time out è più disponibile, la sua amministrazione se li è giocati tutti sprecandoli clamorosamente. Il tempo delle attese e dell’aspettiamo ancora prima di giudicare è finito, poiché il presente è il peggioramento del passato e francamente ciò appare un’impresa epocale difficilmente replicabile! Siamo certi che nelle sue speranze avrebbe voluto fare di più, stante alle promesse non mantenute, semplicemente non c’è riuscito, sia ben chiaro non solo per colpe sue. A tale disfatta hanno contribuito anche altri “attori”.

Questi sono solamente alcuni palesi esempi di problematiche su cui ci soffermiamo, ma ce ne sarebbero innumerevoli altri sui cui porre l’attenzione. La città dunque appare distrutta nel senso più lato del termine e non si può certamente dare la colpa sempre alle precedenti amministrazioni, come sua abitudine di incolpare gli altri per le sue mancanze. Lei durante i comizi della scorsa campagna elettorale si è stracciato le vesti promettendo il cambiamento. Noi le chiediamo di chi e per chi? Poiché di tempo ne è passato da quando lei e la sua giunta avete iniziato ad amministrare la città e queste considerazioni, ci sembrano di poter dire che il tempo concesso alla sua amministrazione è scaduto e con esso l’illusione e la speranza che parte dei margheritani avevano riposto in lei per le promesse fatte.

A lei dunque la scelta: uscire di scena da martire con il classico “non mi hanno fatto lavorare” oppure ammettere di averci provato, ma di non esserci riuscito, ribadendo la sua peculiarità di uomo onesto e non necessariamente legato ad un potere?

Luigi Einaudi, economista e secondo Presidente della Repubblica Italiana, un Grande della storia italiana e come uno tra i massimi esempi di buongoverno, soleva dire “conoscere per deliberare”, purtroppo una lezione facilmente dimenticata.

Per molti semplici cittadini, lo slogan più urlato è naturalmente “dimissioni”

Comunicato Stampa CENTRODESTRA MARGHERITA