Sole & Natura

Dichiarazioni rese a “Pomeriggio Cinque”, Antonio Pizzi replica al sindaco e ringrazia le consigliere Muoio e Scognamiglio

MARGHERITA DI SAVOIA - «Caro sindaco, ritengo che il nostro amato papà ci sia stato strappato via nel silenzio assordante delle istituzioni… come se la violenza, la crudeltà della sua drammatica scomparsa fosse qualcosa da archiviare nel dimenticatoio. Ma… per noi figli, per la nostra famiglia e per tutti coloro che lo conoscevano, lo amavano e lo stimavano, tutto ciò è inaccettabile!

Io e mia sorella ci siamo trovati “orfani” improvvisamente senza alcun supporto e sostegno morale e psicologico, vista la gravità della tragedia vissuta, da parte di chi avrebbe dovuto rappresentare tutti noi cittadini e non il singolo.

Non sono una persona che si fa strumentalizzare perché ho sempre avuto una forte personalità e un intelletto libero ed autonomo che mi ha permesso di assumere tutte le responsabilità da sempre!

Inoltre svolgo un ruolo, lavorativamente parlando, pieno di responsabilità e istituzionale a soli 24 anni!

Il primo cittadino si è preoccupato durante questo mese, prima del tre ottobre, di esternare il suo “cordoglio” che dice di rinnovare oggi? A chi ha rivolto la sua “solidarietà” personale e di sindaco?

Colgo l’occasione per ringraziare due care amiche, le consigliere Elena Muoio e Rosa Scognamiglio le quali sono state nei nostri confronti punti di riferimento importanti, in particolar modo vorrei spendere delle parole per la mia amica Rosa. Un’amica dal cuore d’oro e dall’animo gentile sempre pronta ad aiutare il prossimo senza chiedere mai nulla in cambio. Ricordo il giorno in cui ho affrontato il concorso pubblico che oggi mi ha dato la possibilità di diventare un docente a tempo indeterminato, un giorno particolarmente turbolento, ma lei era lì pronta a supportarmi e a darmi il coraggio per permettermi di affrontare una situazione più grande di me.

Mi dispiace solo che lei sindaco abbia “colpito” in maniera gratuita chi si è prodigato e mostrato nei nostri confronti una solidarietà pura e sincera fatta di gesti e di parole dettate da cuore, rimanendo nell’ombra e non certo per i cinque minuti di celebrità che lei ha dato facendo i loro nomi… e che al contrario le mie due amiche non hanno mai cercato. Vorrei concludere dicendo che l’essenza principale del mio messaggio è che di fronte a tale sofferenza è necessario aver rispetto e soprattutto molta umanità.»

ANTONIO PIZZI