L’amministrazione comunale e quel concerto un po’ discusso

MARGHERITA DI SAVOIA - La vicenda è passata sotto silenzio ma rischia di avere effetti deflagranti nella vita politica margheritana.

Quello che poteva essere derubricato con un evento dell’estate margheritana (il concerto di Michele Mangano, musicista e cantore folk del Gargano) è diventato, almeno sui social, motivo di polemiche seppur circoscritte alle domande legittime di un cittadino margheritano (leggi). Che, rivolgendosi all’amministrazione comunale, chiedeva se fosse a conoscenza delle vicende giudiziarie in cui era incappato Mangano (condannato in primo grado per violenza carnale su una minorenne) (leggi), motivo per il quale l’associazione “Pugliesi nel Mondo” lo aveva espulso anche a seguito delle polemiche sollevate dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle successivamente alla nomina di Mangano proprio in senso al Consiglio regionale dei “Pugliesi nel Mondo”.

Vicenda finita su tutte le pagine dei giornali ma che a Palazzo di Città di Margherita di Savoia nessuno conosceva. Questo almeno, a voler dar retta al comunicato stampa ufficiale che l’Amministrazione comunale si è premurata di inviare alle testate giornalistiche (leggi) per rispondere alle legittime domande di un cittadino attraverso i social.

Ma a rivedere le immagini, anche quelle circolate sui social, della premiazione del maestro Mangano - avvenuta domenica scorsa - da parte del sindaco di Margherita di Savoia, a conclusione del concerto, più di un dubbio nasce sulla bontà di quell’ignoranza ammessa dall’amministrazione comunale. Perché la motivazione che accompagna la consegna della targa al maestro Mangano, è chiara: “Per aver esportato l’immagine della Puglia nel mondo”. Quindi la Giunta comunale (che ha fortemente voluto il maestro Mangano) era a conoscenza del ruolo del cantore del Gargano nell’associazione “Pugliesi nel mondo”? Se così fosse, perché non si è effettuata una ulteriore verifica (bastava leggere i giornali) ed evitare di scivolare su una buccia di banana?

La questione si sarebbe potuta chiudere con un semplice “abbiamo sbagliato” ed invece l’Amministrazione comunale ha voluto andare oltre, spiegando che se si dovesse chiedere il certificato penale a tutti coloro che si devono esibire, almeno la metà sarebbero tagliati fuori dagli spettacoli: più che una spiegazione, una caduta di stile.

Fatto sta che la vicenda del concerto e del relativo riconoscimento al maestro Michele Mangano, potrebbe aver minato le fondamenta di questa maggioranza. Anche se questa storia è solo l’ultima di una serie di vicende sulle quali c’è chi ha cominciato a volerci vedere chiaro. Non certo tutte le forze d’opposizione (alcune delle quali preferiscono restare mute come un “pesce rosso” o refrigerarsi in questa estate calda con un cono cioccolato e panna). Ma di certo la maggioranza comincia a mostrare qualche crepa, impercettibile, ma ben presente. Con il sindaco che rischia di indossare i panni dell’uomo solo al comando, attorniato dal cerchio magico e, addirittura, omaggiato con un mazzo di fiori in consiglio comunale per la risoluzione della vicenda abitativa degli immobili costruiti su aree demaniali.

Insomma, tutto in stile Corea del Nord che, a confrontarla con Margherita di Savoia, è molto più democratica.

RUGGERO RONZULLI