Federterme celebra i suoi 100 anni a Margherita di Savoia. Lalli: «Orgogliosi di ospitare questo evento. La sfida: diventare la Florida d’Europa»

Federterme celebra i suoi 100 anni a Margherita di Savoia. Lalli: «Orgogliosi di ospitare questo evento. La sfida: diventare la Florida d’Europa» Federterme celebra i suoi 100 anni a Margherita di Savoia. Lalli: «Orgogliosi di ospitare questo evento. La sfida: diventare la Florida d’Europa»
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MARGHERITA DI SAVOIA - La città salinara per un giorno è stata al centro dell’Italia per celebrare i 100 anni di Federterme. Il 5 luglio scorso, infatti, proprio Margherita di Savoia e le Terme cittadine sono state location d’eccellenza per ricordare l’importante traguardo di una delle più longeve associazioni di categoria di Confindustria. (Foto)

«Siamo particolarmente orgogliosi per il fatto che una delle tappe scelte per celebrare il centenario di Federterme sia stata proprio Margherita di Savoia - ha dichiarato Marina Lalli, direttrice delle Terme di Margherita di Savoia -. È un bellissimo riconoscimento per il nostro stabilimento e la nostra città. L’idea di aver messo insieme le due anime del termalismo, quella medicale e quella turistica, con due tavole rotonde specifiche e relatori d’eccezione, rappresenta un momento veramente importante per tutti noi».

Due i principali momenti di discussione, accompagnati da illustri ospiti: “La medicina termale nel centenario di Federterme” e “Le cure ed il turismo termale, storia e prospettive”.

«Il nostro è uno stabilimento nato 72 anni fa’, che ha voluto dare una risposta “più confortevole” ad un’esigenza già sentita: curarsi con le acque e i fanghi di Margherita di Savoia - ha spiegato Lalli, ripercorrendo le tappe dello stabilimento salinaro -. Nel tempo ci siamo evoluti e quello che era uno stabilimento per promuovere il termalismo prima in città, poi nelle immediate vicinanze, è diventato un turismo che si è rivolto all’Italia tutta e poi anche all’Europa. Nello stesso tempo è cresciuto moltissimo questo brand Puglia, che è diventato sempre più forte. Abbiamo cavalcato anche noi quest’onda, diventando attrattivi nei confronti di Paesi più lontani, come America, Russia e Cina. Per farlo, abbiamo avuto bisogno di trasformarci attraverso gli impianti, la formazione dei dipendenti e i cambiamenti anche nelle altre zone di corollario all’attività, come l’albergo, il lido e il centro benessere: una risposta alla richiesta più insistente di wellness e cura di sé».

Rivolgendosi ai colleghi, Marina Lalli ha lanciato una sfida per portare le Terme ad essere attrattive tutto l’anno: «Un augurio che faccio a noi termalisti è quello di essere sempre in grado di raccogliere le opportunità e superare le nostre sfide, come quella di diventare la Florida d’Europa. Abbiamo una temperatura molto piacevole, un sole che splende quasi tutti i giorni dell’inverno, a differenza degli altri Paesi europei, e se noi riuscissimo ad intercettare quelli che oggi si chiamano “turisti silver”, che prima chiamavamo turisti della terza età, e che possono quindi venire da noi a passare dei giorni in un ambiente medicalmente controllato, potremmo riuscire a lavorare anche in quei mesi in cui abbiamo più difficoltà».

Per Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, la situazione dell’industria termale italiana è attualmente buona, sebbene abbia risentito anch’essa della crisi economica che ha toccato il Paese negli anni scorsi: «Registriamo da un paio di anni dei significati segnali di ripresa e quindi guardiamo con ottimismo al futuro - ha dichiarato Jannotti Pecci -. Le prospettive oggi si muovono in un contesto che va oltre i confini nazionali, soprattutto dopo che finalmente l’Unione Europea ha sancito la libera circolazione dei curanti, e dopo che il nostro parlamento, nell’ambito della legge quadro sul turismo, ha fatto proprio il principio e obiettivo che il turismo sanitario può essere una delle grandi leve sulle quali far muovere il rilancio dell’industria del turismo stesso. In questo contesto, l’offerta del termalismo italiano può trovare una risposta adeguata».

Il sistema termale però è un buon esempio di industria che ha saputo rinnovarsi e diversificarsi, creando nuovi settori che non si soffermano solo all’aspetto prettamente curativo: «Il sistema termale italiano sta allargando il proprio orizzonte in termini di offerta, con un prodotto nuovo, rinnovato e di qualità, che va incontro alla nuova domanda di salute. Nei centri termali italiani, e questo di Margherita di Savoia è un esempio particolarmente qualificato, ci si può servire di personale altamente qualificato, di una organizzazione di altissimo livello, in contesti di grande valore, anche dal punto di vista ambientale e architettonico».

Le istituzioni ed il territorio giocano una parte fondamentale per sostenere il sistema del termalismo. «L’Italia è un paese che noi amiamo definire totalmente termale - ha concluso il presidente Jannotti Pecci -. Non esiste a livello mondiale una realtà nella quale il sistema termale è presente su tutto il sistema nazionale con un’offerta di grande qualità. Noi ci sentiremmo di chiedere alle istituzioni, sia di carattere centrale (non dimentichiamo che il termalismo è governato da una legge di settore) sia di carattere territoriale, la competenza in materia di acque minerali e termali e un’attenzione maggiore non solo e non tanto nell’interesse degli imprenditori, di chi tanto impegno e tante risorse ha destinato alle proprie attività aziendali, ma nell’interesse del paese e dei territori nei quali si trovano i centri termali. Se le terme non ci fossero in alcune realtà territoriali, probabilmente quelle realtà non esisterebbero neanche sulla carta geografica. Questa è la migliore dimostrazione di quanto sia importante questa attività per i territori in cui sono ubicate, per i lavoratori, per l’occupazione e per i giovani che possono trovare nel sistema termale italiano una importante occasione di lavoro».

RUGGERO RONZULLI