Salina, Fratelli d’Italia porta la questione in Consiglio regionale. Muoio: «Chiediamo l’intervento delle Istituzioni»

MARGHERITA DI SAVOIA - La consigliera comunale Elena Muoio (Fratelli d’Italia), attraverso i vertici del partito guidato da Giorgia Meloni, ha portato nei giorni scorsi la “questione salina” presso il Consiglio regionale della Puglia.

Oggetto: richiesta di collaborazione ed intervento delle Istituzioni della Regione Puglia e del Governo Italiano a tutela della problematica di ordine sociale ed occupazionale dei lavoratori della Salina di Margherita dì Savoia, la più grande d’Europa e la seconda al mondo, nonché a salvaguardia della “italianità” del sale margheritano e del suo territorio.

«Con la presente rappresentiamo quanto segue:

- A Margherita di Savoia vi è la più grande salina d’Europa e la seconda nel mondo, gestita dall’azienda Atisale. La maggior parte dell’economia locale si basa sulla salina e sull’indotto che essa alimenta;

- Attualmente sono occupate, nel solo stabilimento pugliese circa 120 unità lavorative, l’intera proprietà è del Demanio dello Stato e la concessione è in capo ad Atisale S.p.A. fino al 2029;

- Il gruppo Salapia Sale S.p.A. (di seguito Salapia) / Saline Italiane S.r.l. / Atisale S.p.A. risulta debitore nei confronti di MPS Capital Service S.p.A. (di seguito MPS) di una cifra pari a circa 16 milioni di euro;

- Dopo varie proposte da parte del Gruppo, fatte pervenire a MPS per la chiusura della posizione debitoria, l’ultima delle quali risalente ad aprile 2018, prevedeva il pagamento integrale e dilazionato dell’esposizione all’esito del concordato di Atisale S.p.A., ossia per un periodo che dal 2023 al 2027/2029. Tale proposta non ha mai ricevuto alcuna risposta da MPS;

- L’Istituto creditore ha deciso recentemente di cedere a terzi il suo intero credito, tramite una procedura di gara; a questa gara hanno partecipato, oltre ad operatori esclusivamente finanziari, anche operatori industriali in particolare i concorrenti diretti di Atisale, ossia il gruppo Salins (Francia);

- La vittoria della gara sembra sia stata aggiudicata al gruppo Francese, seppur con una distanza irrisoria rispetto alla cordata di imprenditori locali, destando forte preoccupazione tra i lavoratori Atisale;

- Tali preoccupazioni sono legate anche alla storia del gruppo Salins, che già in passato ha investito in quel territorio con risultati fallimentari, in qualità di proprietari della CIS (Compagnia Italiana Sali) che si occupava della lavorazione e del confezionamento del sale, i quali nonostante i bilanci positivi, 15 anni fa hanno deciso di chiudere lo stabilimento di Margherita di Savoia, con conseguenze disastrose per l’occupazione e per l’economia della città;

- Preme sottolineare che il gruppo Salins ha un forte interesse alla conclusione dell’operazione, in quanto i crediti che acquisirebbe, garantiti da pegni, gli permetterebbero di acquisire anche il controllo della società. Quindi vi è la possibilità che l’unico obiettivo della Salins possa essere quello di garantirsi l’approvvigionamento del prodotto, effettuando poi le lavorazioni in altri stabilimenti più strategici da un punto di vista logistico tenuto conto che, tra l’altro, dispone di impianti di ultima generazione a Porto Viro in provincia di Rovigo, attraverso la propria controllata CIS, determinando così condizioni penalizzanti per lo stabilimento di Margherita di Savoia;

- Il mercato italiano del sale marino, nel caso di acquisizione del credito (e delle società collegate a questa vendita) sarebbe praticamente un monopolio del Groupe Salins, avendo in questo modo annullato la concorrenza, in palese contrasto con la normativa nazionale e comunitaria in materia di concorrenza;

- Desta forti dubbi che a soli 10 anni dalla scadenza della concessione la nuova proprietà possa fare i necessari investimenti d’impianti di lavorazione e impacchettamento sul sito di Margherita di Savoia, visto il quadro che in passato la Salins ha presentato alla città, a mezzo della propria controllata CIS, come su precisato, altresì, non appare chiaro perché, pur in presenza di soggetti italiani con migliori credenziali e in presenza di offerte alternative e di pari rilievo, se non addirittura superiori, si sia fatta una scelta “svalutata” ossia quella di favorire un competitor straniero con tutte le possibili conseguenze negative dal punto di vista commerciale, industriale ed occupazionale che si potrebbero verificare;

- La vendita di tale credito a competitor di Atisale, soprattutto se stranieri, potrebbe avere conseguenze disastrose, fortemente pregiudizievoli per un’azienda che attualmente è il primo produttore di sale con marchio e prodotto italiano. Per questo è urgente porre delle domande dirette ai titolari ed ai coinvolti nella decisione, domande che possono “soddisfare” tutti gli attori e possono mettere al riparo la Salins S.p.A. da ogni rivalsa legale, causa e blocco delle attività d’impresa di Atisale-Salapia che sarebbe il vero danno materiale subito dall’incolpevole cittadinanza e maestranze di Margherita dì Savoia.

Alla luce di quanto su esposto, si chiede alla Regione Puglia ed al Governo, per quanto di competenza, se intendono acquisire ogni elemento utile a chiarire secondo quali criteri MPS abbia preferito cedere il credito vantato su Atisale-Salapia Sale ad una società estera e se tale scelta sia davvero la migliore dal punto di vista economico, industriale ed occupazionale.

Inoltre, si chiede in che modo la Regione Puglia ed il Governo intendano tutelare i produttori di sale con marchio e prodotto italiano, i loro stabilimenti ed i livelli occupazionali diretti e dell’indotto, a partire dalla vicenda esposta in premessa della salina di Margherita di Savoia, perché le Saline Italiane con la Salins S.p.A. (Francia) potrebbero, altresì, dar corso ad un inizio di destabilizzazione del mercato, con l’arrivo in Italia del Gruppo co-leader mondiale (oggi solo commerciante) che potrebbe di fatto alterare la concorrenza, posti di lavoro, brevetti e così via...non dimenticando mai che il sale è un bene pubblico.

In attesa di un cortese e tempestivo riscontro, colgo l’occasione per porgere Cordiali saluti in nome e per conto dei lavoratori della Salina di Margherita dì Savoia.»

Avv. ELENA MUOIO (Consigliera comunale Margherita di Savoia)