Vicenda impacchettatrice: le fake news di Marrano ed il fact checking del Movimento Margherita Migliore

MARGHERITA DI SAVOIA - Abbiamo aspettato qualche giorno per intervenire riguardo la chiusura forzata e la successiva riapertura dell’Impacchettatrice perché a nostro avviso era fondamentale avere un quadro definito della situazione ma anche per evitare di accodarci a quell’indegno balletto che ha visto amministratori, aspiranti candidati e forze politiche dalla differente estrazione mettere il cappello su una battaglia che non è e non può essere di parte poiché riguarda il futuro della nostra collettività. La lezione che bisogna trarre da questa vicenda è fondamentalmente una: quando i cittadini ed i lavoratori sono uniti e compatti nelle loro legittime rivendicazioni i risultati arrivano. Ed è inutile, oltre che grottesca, la corsa di certuni nel rivendicare meriti (o presunti tali) su una vicenda come questa. Ma ora, a bocce ferme, qualche puntualizzazione da parte nostra va fatta.

Il Movimento Margherita Migliore è stato il primo a lanciare l’allarme, già a metà gennaio, sul futuro dell’Impacchettatrice dopo la segnalazione all’ARPA, alla ASL e alla Provincia da parte dell’amministrazione Marrano sui presunti danni ambientali che, a detta dei nostri amministratori, sarebbero stati provocati dalle attività del reparto. Vogliamo ricordarlo non per rivendicare un inesistente diritto di primogenitura ma solo per rammentare che la nostra nota, con la quale sollecitammo un pronto intervento da parte di Atisale affinché fossero tutelate le norme di sicurezza per i lavoratori e la salute pubblica, ci valse un attacco frontale da parte del sindaco Paolo Marrano che ci accusò di fare demagogia sulla pelle dei lavoratori. Quanto è accaduto invece dimostra chiaramente chi è che ha fatto e continua a fare demagogia.

La prova di quanto asseriamo è nel carteggio intercorso tra il Comune di Margherita di Savoia e la Provincia di Barletta-Andria-Trani: iniziamo il nostro fact checking con la determina dirigenziale n. 293 del 7 febbraio 2014 con cui la Provincia rinnova l’autorizzazione all’Atisale per le emissioni in atmosfera derivanti dalla lavorazione del sale marino, rammentando al sindaco - a norma di legge - le funzioni che gli spettano in materia di autorità sanitaria. Tutto tace per circa quattro anni, sinché lo scorso 19 ottobre il sindaco Marrano sollecita l’intervento della ASL e dell’ARPA per verificare lo stato degli impianti, definendo testualmente “fondata l’ipotesi di un potenziale danno ed oggettivo pericolo per la salute pubblica”. Di conseguenza il 25 gennaio scorso con propria nota n. 4899 l’ARPA Puglia trasmette alla Provincia, al Comune di Margherita di Savoia, alla ASL e all’Atisale il verbale di sopralluogo eseguito il 9 gennaio, specificando esplicitamente che tale sopralluogo è stato esperito su richiesta del Comune di Margherita di Savoia: in questo documento l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente riscontra una serie di non conformità che vengono trasmesse agli enti sopra indicati affinché provvedano agli adempimenti di competenza. Ricevuta la relazione, il sindaco Marrano rincara la dose con una nota del 30 gennaio indirizzata alla Provincia e all’ARPA in cui si legge, sempre testualmente, “Il quadro ambientale che ne scaturisce è quindi allarmante […] Ovviamente non si versa nella fattispecie di inquinamento scarsamente rilevante o poco significativo, ma in un ambito che desta notevoli preoccupazioni […] È per tale motivazione che chiedo senza alcun indugio che vengano effettuate le valutazioni di competenza ed emessi i relativi provvedimenti conseguenziali”.

Toni esageratamente (volutamente?) forti che hanno creato un ingiustificato allarmismo: le affermazioni messe nero su bianco dal Sindaco riguardo un allarmante inquinamento ambientale ed un oggettivo pericolo per la salute pubblica causato dagli impianti delle saline sono delle clamorose fake news partorite dalla fertile mente di Marrano e dei suoi sodali che contraddicono secoli di storia della nostra comunità, mettono a repentaglio il posto di lavoro degli operai ed il futuro delle loro famiglie e che sono state infine smentite dalla nota della Provincia n. 6456 dello scorso 16 febbraio firmata dall’ing. Vincenzo Guerra con la quale l’Ente, a seguito delle controdeduzioni presentate da Atisale, ha ritenuto superati i motivi ostativi alla ripresa delle attività, ferme restando le prescrizioni ad adempiere quanto prima ai necessari interventi di manutenzione. Esattamente quello che aveva chiesto in gennaio il Movimento Margherita Migliore.

Eppure, nonostante il putiferio scatenato con le sue missive dai toni terrificanti che hanno portato alla temporanea chiusura dell’Impacchettatrice, vista la mala parata e la fortissima tensione sociale venutasi a creare in paese il sindaco Paolo Marrano ha rilasciato un comunicato stampa con il quale ha avuto la faccia tosta di definirsi “dalla parte dei lavoratori e dei cittadini. Quegli stessi cittadini salinari che anche in questa occasione il sindaco, incontrando le maestranze giustamente preoccupate per il proprio futuro, non ha mancato di pungere con espressioni poco consone al suo ruolo istituzionale.

Da tutta questa documentazione si evince chiaramente quali siano le responsabilità ed il ruolo svolto dall’amministrazione Marrano nella vicenda. Non già per aver firmato provvedimenti di sospensione dell’attività dell’Impacchettatrice (addebito che noi non abbiamo mai mosso) ma per aver avviato con le proprie continue ed allarmate segnalazioni un iter che stava per condurre il paese alla catastrofe sociale. Allora, delle due l’una: o il sindaco ed i nostri amministratori hanno agito in buona fede, sottovalutando le conseguenze delle loro azioni e dimostrando in tal caso la loro totale incompetenza ed inadeguatezza, oppure lo hanno fatto per perseguire gli interessi di altri soggetti in ottemperanza di un patto scellerato sulla pelle dei lavoratori. In un caso o nell’altro, la credibilità della Giunta Marrano esce distrutta da questa vicenda. Tra insipienza e scelleratezza, infatti, c’è ben poco da stare allegri.

Tuttavia Marrano ha voluto regalarci anche la comica finale: è di queste ore infatti un nuovo comunicato da parte del sindaco attraverso il quale si dice “soddisfatto per i lavoratori” pur rilevando che “qualcuno ha volutamente creato una situazione d’allarme”. Un’affermazione che ricorda il detto popolare secondo cui la gallina che canta per prima ha fatto l’uovo. La documentazione sopra esposta dimostra chiaramente chi sia stato ad accendere la miccia in una situazione che stava diventando esplosiva. Le giravolte dialettiche e le forzate manipolazioni della realtà da parte di Marrano però non incantano nessuno, anche perché stavolta sono i lavoratori dell’Impacchettatrice che possono testimoniare come sono davvero andati i fatti. Ed è ai lavoratori che va il nostro rispetto, la nostra solidarietà ed il nostro massimo sostegno.

Movimento MARGHERITA MIGLIORE

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