Orizzonti: «Situazione rifiuti ingestibile e affrontata in ordine sparso. Nulla su conti Sia e Consorzio»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Sono ormai due anni che i cittadini sentono ogni tanto parlare di rifiuti, del contratto di servizio con la SIA, dei maggiori costi a carico che rischiano di far raddoppiare la TARI e del Consorzio costituito fra i comuni di Carapelle, Cerignola, Ordona, Orta Nova, Stornara, Stornarella e Margherita, San Ferdinando e Trinitapoli.

Rifiuti per strada, interventi straordinari, diffide ad adempiere, minacce di licenziamento per i lavoratori e di procedure fallimentari e conti in tribunale, ricorsi al Tar e denunce in Procura sono le parole usate nei comizi, lette sui siti di informazione o ascoltate nei consigli comunali.

Una situazione ingestibile che ha determinato la riunione d’urgenza dei tre consigli comunali di ARO BT3 e la convocazione d’urgenza in Regione il 29 luglio.

La nuova parola magica è ARO BT3: significa che i tre Comuni o sottoscrivono il nuovo contratto unico con SIA adeguato o si cercano un nuovo fornitore, sciogliendo il rapporto con SIA e con il Consorzio.

Insieme, dicono i tre sindaci, perché siamo più forti e possiamo determinare condizioni contrattuali accettabili. Una supercazzola appunto. Una situazione che hanno affrontato insieme, ma in ordine sparso.

Il sindaco di Margherita dichiara di aver firmato perché sotto ricatto, costretto dall’emergenza estate. Ha perso, perché la diffida è arrivata anche a lui che spende troppo e non si dichiara soddisfatto del servizio; per questo è pronto a resistere.

Il sindaco di San Ferdinando, quello di ieri, ha resistito ed ha perso, perché il Tar con la sentenza 795 ha respinto il ricorso. Quello di oggi si fa autorizzare dal consiglio comunale ad impugnare la sentenza del Tar dinanzi al Consiglio di Stato. Anche per lui la parola d’ordine è resistere (delibera di CC n. 40 del 29 luglio 2017).

Il sindaco di Trinitapoli ha fatto una transazione, non ha pagato quanto richiesto ma un terzo, eppure ha perso perché anche a lui è stata recapitata una diffida ad adempiere, ma deve attrezzare la resistenza deliberata dal Consiglio (n. 33 del 27 luglio 2017).

In Regione seguono con qualche apprensione la vicenda Grandaliano, Caracciolo, Emiliano. Una task force di assoluto rispetto, perché il tema rifiuti è troppo delicato. Il tema discariche è addirittura esplosivo, se si considerano i sequestri di discariche, sia a gestione pubblica che privata, ed il dissenso su progetti irricevibili come quello di Tufarelle.

In tutta questa vicenda, manca l’informazione puntuale e la comunicazione segue la strada delle votazioni unanimi dei consigli comunali che decidono di non decidere.

Una sola certezza. Il servizio costa e se ci toccherà pagare, saremo costretti ad adeguare la tassa rifiuti, i cittadini capiranno e pagheranno. Nessuno ancora sa dire quanto (800 mila euro, 1 milione, 1 milione e 200 mila euro?). Sembrano i numeri al lotto del più famoso compaesano Ignazio.

Senza discussione e senza capire, scopriamo che i sindaci hanno sotterrato le asce di guerra e sventolano ora ramoscelli d’ulivo. Leggiamo dalla delibera del Consorzio FG4 (n. 30 del 28 settembre 2017) che la strada è quella di stare tutti insieme appassionatamente, usufruendo dei servizi di igiene urbana di SIA, che potrà sanare le perdite di esercizio del primo semestre con gli accordi a saldo e stralcio che i sindaci si apprestano a firmare.

Nulla sui conti di SIA e del Consorzio. Nulla sui controlli analoghi dei servizi affidati in house provider (l’ente affidante è solo formalmente diverso, ma ne costituisce un diretto strumento operativo su cui il Comune ed il Consorzio hanno l’obbligo di effettuare il controllo analogo). Nulla sugli eventuali ricavi da rifiuti differenziati. Nulla sulla relazione della società KPMG, che aveva sollevato un lungo elenco di irregolarità e inadempienze, e sui rimedi adottati per fronteggiare quella situazione. Nulla sulla segregazione dei conti, che consente di separare le macro voci del servizio e definire costi e ricavi. Nulla sul sistema di raccolta differenziata che si intende adottare per superare il 65%. Nulla sulle penalità e premialità che i cittadini si aspettano da una differenziata corretta.

Un chiaro esempio di trasparenza e partecipazione che non possiamo accettare da parte dei sindaci e, men che meno, da una società a totale capitale pubblico.

Associazione ORIZZONTI

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