Centro visite Salina, Atisale e Comune chiariscano. Le Autorità competenti verifichino la legittimità degli atti

MARGHERITA DI SAVOIA - Il Centro percorsi Cultura & Natura della Salina di Margherita di Savoia torna al centro della discussione politica e lavorativa di Margherita di Savoia. In seguito al nuovo accordo stipulato lo scorso 5 febbraio dal sindaco del Comune di Margherita di Savoia, avv. Bernardo Lodispoto, e dall’amministratore delegato di Atisale SpA, dott. Francesco Melidoni, non si è dovuto aspettare molto per riscontrare i primi malumori e le prime discussioni sulla legittimità o meno di tale azione, soprattutto da parte dell’azienda concessionaria per la produzione del sale.

LE PERLESSITÀ DEI SINDACATI - I primi a sollevare perplessità sono stati proprio i sindacati e i lavoratori della Salina (leggi), che hanno accusato l’amministratore delegato e l’azienda di “totale fallimento per questa rivoluzione copernicana adottata per la nuova gestione del Centro visite della Salina, che addirittura va sottraendo forze lavoro e risorse all’attività produttiva del sale”. La risposta dell’azienda non si è fatta attendere (leggi), sottolineando “il grande successo di questa rinnovata gestione, con circa 5.000 visitatori che hanno già varcato la soglia della Salina”.

LE RIFLESSIONI TECNICHE - Partendo da questi numeri già emergono alcune riflessioni tecniche ed operative: se il nuovo Centro visite è stato inaugurato il 22 marzo, e chiuso nelle giornate di sabato e domenica nelle settimane successive; se persistono i limiti di accesso, secondo le norme di sicurezza; se mancavano le guide ambientali e si è dovuti ricorrere al personale dell’azienda; come è stato possibile raggiungere una simile cifra in soli 2 mesi di attività? Diciamo che forse si è voluti essere di manica larga nel calcolo, ma basterebbe riscontrare il numero di ticket emessi in questi due mesi per verificarne la veridicità. Allo stesso modo basterebbe riscontrare le entrate nelle casse aziendali derivanti dai ticket d’ingresso delle visite per verificarne il successo decantato. Oppure i compensi alle guide utilizzate.

TRA COMPETENZE E TRASPARENZA - La grande rivoluzione copernicana del Centro visite ha portato ad una nuova selezione di guide per poter accompagnare turisti e visitatori all’interno della Salina, una selezione fatta in fretta e furia con esami espletati da chi? Da quali docenti e/o professionisti del settore? Si richiedeva, inoltre, la conoscenza di numerose lingue straniere, ma la commissione esaminatrice aveva le competenze linguiste e certificate per poter esaminare i candidati? Ma, soprattutto, si è svolta la prova di lingua straniera richiesta?

Fatto sta che oggi molti dei 14 ragazzi che erano stati selezionati e ritenuti idonei addirittura affermano che sono ancora in attesa di ricevere una telefonata dai referenti di Atisale” per poter prendere servizio. Atisale, dal canto suo, afferma di avere già in servizio tre figure e altre due in formazione. E allora, come hanno selezionato queste figure già in servizio? In base a quali criteri hanno chiamato prima queste persone e non anche le altre? È stato fatto un esame vero e proprio con assegnazione di un punteggio o ci si è limitati solo a vedere i documenti arrivati? Quale criterio di trasparenza è stato adottato? Le domande sono tante, le risposte molto poche.

UNA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ - Ma la questione vera e propria che in questi giorni ha acceso il dibattito pubblico, soprattutto sui social, è una, ed è la più importante: Atisale SpA è abilitata a poter sfruttare turisticamente e pertanto ad incassare del denaro dall’attività di visite presso la Salina di Margherita di Savoia?

La risposta dovrebbe essere scritta nell’atto del Ministero delle Finanze - Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato del 03.12.1999 (leggi). Quando Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato ed E.T.I., Ente Tabacchi Italiani, sottoscrissero la concessione in uso delle superfici e dei beni immobili costituenti il comprensorio della Salina di Margherita di Savoia ai sensi del D.Leg.Vo 283/98.

In sintesi, in tale concessione i Monopoli concedevano all’E.T.I. le superfici e beni immobili per la produzione del sale e per continuare l’attività di produzione in corso; e a tal fine l’E.T.I. doveva pagare un canone annuale.

L’aspetto dirimente però lo troviamo nell’Art. 4 della concessione, perché: “Gli immobili concessi dovranno essere utilizzati esclusivamente per la produzione del sale. È in facoltà dell’E.T.I. interrompere l’attività produttiva qualora la stessa attività di produzione del sale per fatti e/o eventi sopravvenuti non fosse più possibile o divenisse antieconomica l’estrazione del sale”.

La stessa concessione all’Art. 9 afferma che: “per quanto non espressamente previsto nel presente atto, si fa rinvio alle norme che attengono all’Amministrazione dei beni patrimoniali e demaniali dello Stato trattandosi nella specie appunto di beni immobili appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato ed in parte al Demanio dello Stato”.

Ora c’è da chiedersi: Atisale, se come da art. 4 può esclusivamente utilizzare i beni concessi per la produzione di sale, può utilizzare tali beni per altre attività economiche, come ad esempio lo sfruttamento turistico del bene, ed incassare dalle attività di visite guidate? L’Azienda sta svolgendo un’attività non conforme alla concessione in essere? Oppure, come da art. 9, l’azienda ha chiesto ed ottenuto una modifica alla concessione ed ha stilato un accordo diverso con lo Stato ed il Demanio? Se qualora così non fosse, lo Stato ed il Demanio sono a conoscenza di questa azione che ha intrapreso Atisale?

IL PROTOCOLLO CON IL COMUNE SALINARO - Ricordiamo che nel precedente protocollo d’intesa tra Comune di Margherita di Savoia ed Atisale non era previsto alcun guadagno per entrambe le parti; infatti, l’ingresso nelle aree era gratuito, ma bisognava farsi accompagnare da guide abilitate, per motivi di sicurezza.

Viene da chiedere anche se il Comune di Margherita di Savoia, che ha sbandierato trasparenza e legalità nella nuova attività del Centro visite, fosse a conoscenza di tutto ciò. Prima di firmare questo nuovo copernicano protocollo d’intesta ha verificato la legittimità degli atti e la possibilità che Atisale potesse trarre profitto ed economia dall’attività di sfruttamento turistico della Salina? E di conseguenza anche il Comune poter incassare il 10%, come previsto dall’accordo? Chi ha firmato per l’Ente comunale ne aveva facoltà? La nuova convezione è stata discussa e/o ratificata in Consiglio comunale e/o in Giunta? Esiste un qualche parere del responsabile di servizio di competenza?

I NECESSARI CONTROLLI - E in tutto questo dove sono finiti i Carabinieri Forestali che hanno il compito di tutelare la Riserva Naturale dello Stato della Salina di Margherita di Savoia? Ora che vengono portati i pullman presso Aloisa da parte di Atisale, non c’è più il rischio della pressione antropica e per la biodiversità? Non è più previsto essere autorizzati, e pertanto accompagnati, dal personale dell’Arma per la tutela dell’area, così come prescritto dal Reparto Biodiversità Foresta Umbra? È forse normale che la mano sinistra non sappia cosa fa la mano destra?

Per il momento ci fermiamo a chiedere, soprattutto alle Autorità competenti, se Atisale ha il diritto concessorio di poter sfruttare e pertanto trarre profitto dall’attività turistica, visti e considerati anche i prezzi applicati, molto poco convenienti per i visitatori.

RUGGERO RONZULLI

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